Il tuo prossimo telefono avrà 4 giga di RAM. Ringrazia l’intelligenza artificiale

Il 618 è il festival degli sconti cinese, un mese di promozioni nato per celebrare la fondazione di JD.com e diventato il barometro del commercio elettronico del paese. Quest’anno il barometro segna tempesta: le vendite di telefoni sono calate del 13%, dice Counterpoint Research. Honor ha perso un terzo delle vendite, Xiaomi quasi un quarto, e persino Apple ha chiuso a -9% nonostante un mese di sconti anticipati sugli iPhone 17 Pro.

Presa da sola, la notizia vale poco. I consumi cinesi arrancano da anni, le feste degli sconti hanno perso smalto, e Huawei intanto è cresciuta del 19%: dentro quel numero c’è parecchio nazionalismo dei consumi e poco determinismo tecnologico. Quello che vale qualcosa è il motivo per cui gli sconti erano così timidi. I produttori non avevano margine perché la memoria, il componente che più pesa sul costo di un telefono, sta vivendo il rincaro più violento della sua storia. E il colpevole ha un nome: l’infrastruttura dell’intelligenza artificiale.

Il gioco a somma zero dei wafer

Il meccanismo è semplice e brutale. Samsung, SK Hynix e Micron, i tre produttori che controllano il mercato mondiale delle memorie, stanno spostando le linee produttive verso l’HBM, la memoria che alimenta gli acceleratori dei centri di calcolo per l’intelligenza artificiale. I margini sui server stracciano quelli sui dispositivi di consumo, e Microsoft, Google, Amazon e Meta pagano qualunque cifra pur di garantirsi le forniture. IDC lo ha descritto come un gioco a somma zero: ogni wafer che finisce in una GPU Nvidia è un wafer negato a un telefono di fascia media o all’SSD di un portatile.

I numeri, in fila: secondo TrendForce le memorie per telefoni sono quasi raddoppiate nel primo trimestre 2026 e salite di un altro 78-83% nel secondo. Gartner stima che a fine anno il rincaro combinato di DRAM e SSD toccherà il 130%, cioè telefoni più cari del 13% e PC più cari del 17%. Il dettaglio migliore però è nell’ultimo rapporto trimestrale: i rincari stanno rallentando, ma non perché sia arrivata nuova offerta. Rallentano perché la gente non ce la fa più a pagare. Il mercato non si sta riequilibrando, si sta spegnendo.

La commodity che non arriva

Per anni ci hanno raccontato che l’intelligenza artificiale sarebbe diventata una commodity, come l’elettricità: invisibile, abbondante, economica. Sul piano dei modelli sta succedendo davvero: farli girare costa sempre meno di generazione in generazione, i pesi aperti si moltiplicano, la distanza tra i modelli più avanzati e quelli gratuiti si assottiglia. Se guardate solo lì, la profezia si avvera.

Ma la rendita non evapora, trasloca. Mentre l’intelligenza si banalizza in superficie, sul piano fisico si concentra: tre produttori con un potere sui prezzi che non si vedeva da quindici anni, prezzi che salgono anche quando la domanda dei consumatori crolla, contratti pluriennali che blindano la capacità produttiva per chi può permettersela. IDC ha usato un’espressione da sottolineare: non una scarsità ciclica, ma una riallocazione strategica potenzialmente permanente della capacità mondiale di silicio. Tradotto: non è una carestia, è una scelta. Qualcuno ha deciso chi merita i wafer, e non siete voi.

Una tassa regressiva annegata nel prezzo

E qui arriviamo al punto che nessuno chiama col suo nome. Il boom dell’intelligenza artificiale ha un costo, e non lo pagano i colossi dei centri di calcolo, che lo scaricano a valle, né gli investitori, che per ora incassano. Lo paga chi compra (comprava?) un telefono da 150 euro.

TrendForce prevede il ritorno dei 4 giga di RAM sui telefoni di fascia bassa, roba che fino a ieri sembrava impensabile. Sui PC, Gartner dice che la fascia sotto i 500 dollari sparirà entro il 2028, con le memorie inchiodate ai minimi e gli acquirenti di fascia bassa in fuga dal mercato cinque volte più veloci di quelli di fascia alta. Dopo dieci anni in cui le funzioni dei modelli di punta scendevano verso il basso, la democratizzazione delle specifiche si sta invertendo. E occhio al paradosso statistico: la RAM media per telefono continuerà a salire, ma solo perché i modelli economici spariscono dalla produzione. La media migliora espellendo i poveri dal campione.

È una tassa regressiva, perfettamente invisibile perché annegata nella distinta dei componenti. Non compare in nessuna busta paga, in nessuna bolletta, in nessun dibattito pubblico. Colpisce chi ha di meno e finanzia un’infrastruttura i cui benefici, se va bene, arriveranno altrove e più tardi.

Le scorie non aspettano

Sui lavoratori la logica è la stessa, e altrettanto silenziosa. Meno volumi, meno lavoro lungo tutta la filiera: fabbriche, componenti, logistica, negozi. Xiaomi ha tagliato le previsioni 2026 per la seconda volta in sei mesi, dice Nikkei Asia: dai 170 milioni di telefoni dell’anno scorso a 135, ora attorno a 95. Oppo e Vivo sotto i 90 milioni, e Counterpoint prevede per il mercato globale un calo del 14%, il peggiore di sempre. Intanto Micron archivia un trimestre record col titolo a +800% in un anno. Chi paga e chi incassa, difficile fotografarlo meglio.

C’è pure una torsione ironica. Tenere i dispositivi più a lungo, comprare ricondizionato, saltare il cambio annuale: comportamenti ecologicamente sacrosanti, che anni di prediche sulla sostenibilità non avevano prodotto. Ora arrivano, ma non per scelta: è una sobrietà imposta, l’effetto collaterale della bolla di qualcun altro. E la differenza tra austerità scelta e austerità subita è esattamente la differenza tra una politica e una scoria.

Ecco perché il ragionamento consolatorio, aspettiamo che l’intelligenza artificiale si assesti e diventi la commodity promessa, non regge. Primo: l’assestamento potrebbe non arrivare come lo immaginiamo. Le nuove fabbriche non entreranno a regime prima del 2027 inoltrato, i più pessimisti non vedono sollievo prima del 2028, e i prezzi delle memorie scendono sempre molto più lentamente di come salgono. Secondo: anche quando i prezzi caleranno, le scorie resteranno. Fasce di mercato sparite, utenti espulsi, filiere ridimensionate, dispositivi vecchi tenuti in vita con annessi problemi di sicurezza.

Il 618 tornerà l’anno prossimo, con gli sconti e le maratone di vendita in diretta. Ma quel -13% è la prima riga leggibile di un conto che è già in tavola. Non serve aspettare che l’intelligenza artificiale diventi una commodity per fare i conti con i suoi costi. Basta smettere di far finta che il conto non sia arrivato.